
Ciao esploratori! Ely al comando:
tenetevi forte, perché oggi faremo un luuuunghissimo viaggio fino al Permiano.
Lì, in un mondo caldo e arido, si muoveva un antico predatore particolare...
In questo periodo, compreso tra il Guadalupiano e il Lopingiano, nelle zone più elevate e aride del bacino del Karroo – nell'attuale Sud Africa – viveva un carnivoro davvero affascinante: Lycaenops ornatus.
Era lungo più o meno un metro, con un peso che si aggirava sui quindici chili: insomma, più o meno come un cane di taglia media. Ma attenzione, perché non era affatto un cagnolino innocuo! Questo animale apparteneva ai gorgonopsidi, un gruppo di formidabili predatori della grande famiglia dei sinapsidi, gli stessi che molto, molto tempo dopo avrebbero portato all'evoluzione dei mammiferi.
Lycaenops si aggirava tra le rocce del Karroo cacciando altri vertebrati, come i dicinodonti erbivori. Alcuni suoi parenti, come l'imponente Inostrancevia della Russia, arrivarono addirittura alla taglia di un grande orso e dominarono le catene alimentari del loro tempo!
Il nome "Lycaenops" significa "faccia di lupo", e non è difficile capire perché. Il suo muso era allungato e la dentatura... wow! Incisivi appuntiti, enormi canini simili a pugnali e denti posteriori non troppo sviluppati, ma perfetti per tranciare la carne in bocconi più facili da ingoiare.
Questa combinazione ricorda molto quella che milioni di anni dopo avrebbero sviluppato le celebri tigri dai denti a sciabola. E infatti, nel corso dell'evoluzione dei gorgonopsidi, le loro zanne divennero sempre più grandi, segno che erano armi davvero efficaci per colpire mortalmente le prede.
Una delle cose più affascinanti di Lycaenops è il suo aspetto "a metà strada": un mosaico di caratteristiche primitive e avanzate. Da un lato, conservava tratti simili ai suoi antenati più antichi, come i sfenacodonti tipo Dimetrodon. Per esempio, aveva ancora un palato da rettile, che non gli permetteva di respirare mentre mangiava, e un naso più adatto a sentire gli odori che a respirare.
Dall'altro lato, però, mostrava già alcune innovazioni che un giorno avrebbero portato ai cinodonti e poi ai mammiferi. Le sue gambe erano ben dritte sotto il corpo, le braccia solo parzialmente flesse, mani e piedi puntati in avanti. Le tracce muscolari sulle ossa suggeriscono arti forti e allungati, perfetti per muoversi più velocemente di molti altri animali del suo tempo.
La sua andatura doveva essere una via di mezzo tra quella di un coccodrillo e quella di un mammifero. La coda, come nei rettili, serviva ancora da punto d'ancoraggio per i muscoli che spingevano indietro la gamba a ogni passo. Nei mammiferi moderni invece la coda non aiuta nella camminata e ha soprattutto funzioni di equilibrio o comunicazione. Non abbiamo mai trovato una coda di gorgonopside completa fino alla punta, ma si pensa che fosse piuttosto corta, quindi niente frustate difensive!
La storia di Lycaenops ornatus prende forma nel 1925, quando il paleontologo sudafricano Robert Broom descrisse la specie basandosi su uno scheletro completo trovato vicino a Biesjepoort.
Oggi quello scheletro è conservato all'American Museum of Natural History di New York... ed è proprio da lì che sono state ricavate le ricostruzioni che potete vedere in mostra!
Nel nostro parco di San Lazzaro di Savena e nella mostra di Gubbio puoi incontrare Lycaenops ricostruito a grandezza naturale, insieme a tanti altri animali preistorici.
Vi è piaciuta questa storia? Continuate a seguirmi per scoprire altre meraviglie del passato!
Alla prossima avventura nel tempo!