
Ciao! Sono Simone e oggi vi racconto della scoperta di un dinosauro iguanodonte, rinvenuto in Portogallo e risalente al Cretacico Inferiore, circa 125 milioni di anni fa. Oltre a essere una nuova specie, è importante perché sono coinvolti anche due ricercatori italiani amici di Dinosauri in Carne e Ossa: il paleontologo Filippo Bertozzo, primo autore dello studio, e il paleoartista Fabio Manucci.
Assieme a scienziati di Portogallo, Belgio e Stati Uniti, hanno descritto sul Journal of Systematic Palaeontology un cranio proveniente da una zona fossilifera ancora poco conosciuta del Portogallo, poco più a sud di Lisbona, nel comune di Sesimbra. Il reperto, che al momento della scoperta era solo parzialmente visibile nel blocco di roccia che lo conteneva, grazie alla fila di denti che sporgevano, è stato riportato alla luce grazie all'accurato lavoro di restauro al Museo di Bruxelles, rivelando una specie diversa da quelle già note.
È stato così istituito un nuovo nome scientifico: Cariocecus bocagei.
Il paleontologo Filippo Bertozzo, primo autore dello studio su Cariocecus bocagei, mostra parte del cranio originale
Cariocecus si riferisce all'antica divinità della guerra ‘Cariocecus', riverita dalle popolazioni locali nel periodo pre-romanico (il nome di tale divinità venne successivamente cambiato in Marte con la conquista territoriale dei Romani); bocagei è in onore di José Vicente Barbosa du Bocage, uno dei più famosi naturalisti portoghesi del secolo scorso.
Questo dinosauro erbivoro abitava le lussureggianti valli di quell'area che oggi chiamiamo Penisola Iberica, condividendo l'habitat con i giganteschi titanosauri dal lungo collo e con un cugino del famoso predatore Spinosaurus, chiamato Iberospinus.
Immagine: Ritratto di Cariocecus bocagei e di come sarebbe potuto apparire l'habitat della Formazione Papo Seco nel Cretaceo Inferiore. Realizzata da Victor F. Carvalho.
In precedenza, erano state identificate altre tre specie di iguanodonti portoghesi, Draconyx loureiroi, Eousdryosaurus nanohallucis ed Hesperonyx martinhotomasorum, risalenti però al Giurassico Superiore. Cariocecus dimostra che questi erbivori erano ancora molto diffusi anche nel Cretacico.
L'eccezionale conservazione e la tridimensionalità dei vari elementi del cranio di Cariocecus hanno permesso la ricostruzione digitale della copia del cervello, dei nervi cranici, ma soprattutto dell'orecchio interno. Recenti studi hanno dimostrato come lo studio dell'orecchio interno e delle sue proprietà fisiche possano restituire informazioni sul metabolismo dei dinosauri, e i risultati ottenuti da Cariocecus sono dunque importanti nel tentativo di comprendere come vivevano questi animali. Trattandosi inoltre di un esemplare non ancora adulto, permette anche di approfondire a che punto della crescita si sviluppavano alcune delle ossa craniche.
Immagine: Ricostruzione digitale del cranio di Cariocecus bocagei, da notare la membrana sopraorbitale. Artwork di Fabio Manucci
Questo nuovo iguanodonte, come tutti gli altri esponenti del gruppo, era erbivoro. Lo suggeriscono la forma "a foglia" dei denti.
Cariocecus presenta però anche una caratteristica unica tra tutti i dinosauri: l'osso jugale (che forma lo zigomo) e la mascella sono fusi insieme, un irrobustimento che dava sostegno a muscoli per masticare decisamente sviluppati.
Provando a ricostruire il cranio per intero, il paleoartista e coautore dello studio Fabio Manucci ha aggiunto le parti mancanti e corretto quelle che si sono deformate durante la fossilizzazione. Questo ha portato a comprendere meglio elementi anatomici ancora poco noti.
In particolare, uno dei tratti più distintivi di Cariocecus è la posizione ribassata dell'osso sopraorbitale (la barra che taglia l'orbita formando una sorta di "sopracciglio" sopra all'occhio), che in vita era ricoperta da una estesa membrana. Essa è presente anche in molti uccelli odierni ed è molto visibile nei rapaci, dando loro il tipico sguardo corrucciato, che possiamo dunque ipotizzare anche per il carioceco.
Negli uccelli la membrana sembra essere particolarmente utile a proteggere gli occhi da un'intensa esposizione diretta ai raggi solari, ma in animali erbivori come il carioceco poteva offrire una protezione dai rami degli alberi mentre camminava nelle fitte foreste.
Ricostruzione digitale e con pattern cromatici di Cariocecus bocagei fatti dal paleoartista italiano Fabio Manucci.
- Simone Maganuco
Riferimento bibliografico: Filippo Bertozzo, Bruno Camilo, Ricardo Araújo, Fabio Manucci, José Carlos Kullberg, Donald G. Cerio, Victor Feijó de Carvalho, Pedro Marrecas, Silvério D. Figueiredo, Pascal Godefroit. Cariocecus bocagei, a new basal hadrosauroid from the Lower Cretaceous of Portugal. Journal of Systematic Palaeontology. https://doi.org/10.1080/14772019.2025.2536347