GEOMODEL S.R.L.
il paleontologo racconta dinosauri e medicina realta biologica o finzione narrativa
 

Dinosauri e medicina: realtà biologica o finzione narrativa?

Problemi di cuore? Ci pensa il dinosauro!

 

L'idea dietro all'ultimo capitolo di Jurassic World, cioè che la longevità degli animali più grandi possa offrire spunti per la cura delle patologie cardiache umane,

nasce da un concetto reale ma traslato in chiave narrativa.

 

In biologia si osserva come alcune specie odierne di grandi dimensioni (balene, elefanti, grandi tartarughe, per fare alcuni esempi) sviluppino adattamenti particolari per gestire la pressione sanguigna, il metabolismo e lo stress ossidativo (lo squilibrio tra la produzione dei famigerati radicali liberi, molecole altamente reattive contenenti ossigeno, prodotte normalmente durante la respirazione cellulare, e la capacità dei sistemi di difesa dell'organismo come antiossidanti, enzimi e vitamine di neutralizzarli). Gli organismi più piccoli, che sono meno longevi perché hanno bisogno di una vita "più breve" per crescere e riprodursi, sul lungo periodo tendono invece a sviluppare patologie.

il paleontologo racconta dinosauri e medicina realta biologica o finzione narrativa

Questa dinamica riguarda in particolar modo gli esseri umani che hanno allungato la durata media della vita molto oltre quello che sarebbe il loro limite biologico, grazie allo stile di vita e alle cure mediche.

 

 

La saga ha scelto quindi di sfruttare questa suggestione scientifica, esasperandola:

i dinosauri prescelti (di cui due su tre non sono dinosauri... ma lo vedremo dopo), ricostruiti artificialmente, vengono immaginati come fonte di nuove conoscenze biomediche.

Dal punto di vista scientifico, non c'è alcuna evidenza diretta che i dinosauri potessero custodire "cure" per le malattie cardiache moderne degli esseri umani;

tuttavia, il ragionamento poggia su un nucleo plausibile: lo studio di specie estreme (per dimensioni, età o fisiologia) spesso ispira la medicina, come nel caso dei composti derivati dal veleno di alcuni animali o delle ricerche sui cetacei per la resistenza all'ipossia. In questo senso, la scelta narrativa è più simbolica che realistica, ma serve a dare una motivazione etica e in qualche modo utile alla presenza dei dinosauri nel mondo contemporaneo, andando oltre al semplice spettacolo.

Da commentare è infine la scelta dei tre giganti da studiare per lo sviluppo delle cure mediche: titanosauro, Mosasaurus e Quetzalcoatlus. Emerge una scelta visivamente potente ma con proporzioni distorte.

il paleontologo racconta dinosauri e medicina realta biologica o finzione narrativa

Come abbiamo detto in precedenza, i titanosauri erano i più massicci e pesanti tra i dinosauri, grazie alle ossa robuste e al bacino e al torace molto ampi. Patagotitan mayorum, uno dei più grandi mai scoperti, poteva superare i 30 metri di lunghezza e le 80 tonnellate di peso. Quindi, nel contesto della longevità e della massa, il titanosauro mantiene una plausibilità narrativa di "colosso terrestre".

il paleontologo racconta dinosauri e medicina realta biologica o finzione narrativa

Mosasaurus invece è un rettile marino imparentato con i varani odierni ed è stato chiaramente esagerato nel film, per enfatizzare la minaccia nell'ambiente acquatico. Dai resti fossili sappiamo che il mosasauro era grande meno della metà di quello di Jurassic World (gli esemplari più completi potevano essere sui 14 metri di lunghezza) ma soprattutto era ben più piccolo dei più grandi animali acquatici odierni che sono i cetacei, che essendo mammiferi sono anche più vicini agli esseri umani.

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Quetzalcoatlus, per quanto imponente nel volo, con un'apertura alare stimata tra i 10 e gli 12 metri, e un'altezza a terra pari a quella di una giraffa (oltre 3 m) in termini assoluti era molto leggero. Il peso stimato varia tra circa 200 e 250 chilogrammi, ben inferiore rispetto a quello di tanti altri animali, sia del Jurassic World, sia odierni, e se ragioniamo in termini di massa potrebbe non essere stato un animale così tanto longevo.

Viene dunque da pensare che la scelta di includere questi tre titani, uno terrestre, uno acquatico, uno volatore, corrisponda più a una strategia narrativa ed estetica (terra-acqua-aria) che a una spiegazione coerente in termini di dimensioni assolute o fisiologia, a meno che l'idea non fosse quella di studiare proprio gli adattamenti del corpo a vari tipi di ambiente.

La fantascienza, d'altronde, può permettersi semplificazioni di proporzioni... cinematografiche!

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La fantascienza, d'altronde, può permettersi semplificazioni di proporzioni... cinematografiche!

- Simone Maganuco

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