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il paleontologo racconta ce un po di dinosauri in carne e ossa nel nuovo studio sui dinosauri predatori dei continenti meridionali
 

C'è un po' di Dinosauri in Carne e Ossa nel nuovo studio sui dinosauri predatori dei continenti meridionali

Ciao esploratori, sono Simone, e oggi vi porto dietro le quinte della ricerca!
Insieme a un team internazionale di paleontologi, abbiamo studiato antichi denti di dinosauro provenienti da diversi continenti — e sapete cosa abbiamo scoperto? Nuovi, affascinanti dettagli sull'origine e sull'evoluzione degli Abelisauridi, i grandi predatori del misterioso supercontinente Gondwana!

Care amiche e cari amici, come ormai saprete, dietro alla mostra Dinosauri in Carne e Ossa c'è il lavoro di un'équipe di paleontologi professionisti, che studiano con rigore i reperti fossili per ricostruire la storia della vita sulla Terra. Ogni dettaglio – dalle ossa alla postura, fino alla possibile colorazione – nasce da un lungo processo di documentazione, basato su dati, confronti e pubblicazioni condivise con la comunità internazionale. Solo dopo questa fase di studio entra in gioco il contributo degli artisti, illustratori e scultori, che, lavorando a stretto contatto con gli scienziati, traducono le scoperte in forme, volumi e texture della pelle. Il risultato è un dialogo continuo tra Scienza e Arte, che permette di "riportare in vita" i dominatori di un mondo perduto, restituendo al pubblico un'esperienza suggestiva ma allo stesso tempo fondata su solide basi scientifiche.
A volte, la fase di documentazione non è solo finalizzata alla ricostruzione: prevede lo studio diretto dei reperti fossili che porta i paleontologi di Dinosauri in Carne e Ossa a pubblicare vere e proprie scoperte su riviste scientifiche internazionali.

il paleontologo racconta ce un po di dinosauri in carne e ossa nel nuovo studio sui dinosauri predatori dei continenti meridionali

File digitale in cui è possibile vedere la costante interazione a distanza tra modellatore e paleontologo.

In questi giorni è uscito un nuovo studio internazionale a cui ha partecipato anche il sottoscritto (Simone Maganuco, paleontologo curatore della mostra) che ha analizzato denti isolati di teropodi (il gruppo a cui appartengono i dinosauri predatori) provenienti da diversi continenti e periodi geologici, fornendo nuove informazioni sull'evoluzione degli Abelisauridi. Discendenti dei Ceratosauri (il gruppo a cui appartiene anche l'italiano Saltriovenator), essi furono i carnivori dominanti in molti ecosistemi del Gondwana, quell'insieme di terre da cui, a partire dal Giurassico e attraverso la deriva dei continenti, si sono originati Sud America, Africa, Madagascar, Antartide, Australia e perfino l'India. Sì, anche l'India, che oggi vediamo legata ai continenti settentrionali (nello specifico all'Asia), un tempo faceva parte del Gondwana ma a un certo punto si è staccata e si è spostata verso nord fino a collidere con l'Asia, facendo sollevare la catena dell'Himalaya a partire da 50 milioni di anni fa.

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Mappa calibrata a 150 milioni di anni fa, alla fine del Giurassico - Dipinto di Troco. Dal libro "Tempo Profondo", in vendita al bookshop di Dinosauri in Carne e Ossa.

Ma torniamo agli Abelisauridi: erano dinosauri bipedi di media e grande taglia, caratterizzati da un muso corto e spesso ornato, a volte anche da corna sopra agli occhi (come nel caso del famoso Carnotaurus), fauci con denti seghettati e poco ricurvi, e braccia estremamente ridotte (ancora più del T-rex!). E mentre proprio i tirannosauri regnavano in Asia e Nord America nell'ultima parte del Cretacico, gli abelisauridi occupavano la stessa posizione di predatori ai vertici delle catene alimentari in Sud America, Africa, India e anche in Europa, dove erano giunti migrando dall'Africa.
L'origine giurassica di questo gruppo, basata principalmente sul presunto abelisauride Eoabelisaurus del Giurassico inferiore della Patagonia, è ancora dibattuta, con molti studiosi che considerano gli abelisauridi come un gruppo che si è evoluto strettamente nel Cretacico (che è, lo ricordiamo, il periodo che segue il Giurassico e che conclude l'Era Mesozoica).

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Saltriovenator: i ceratosauri furono i predecessori degli abelisauridi.

(Immagine e ricostruzione dalla mostra Dinosauri in Carne e Ossa di Gubbio)

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Tyrannosaurus: mentre gli abelisauridi dominavano le catene alimentari dei continenti meridionali, i tirannosauri regnavano incontrastati in Asia e Nord America.

(Immagine e ricostruzione dalla mostra Dinosauri in Carne e Ossa di San Lazzaro)

Grazie all'uso di nuovi metodi di indagine basati sull'analisi via software delle caratteristiche morfologiche simili, il nostro gruppo di ricerca ha identificato diversi denti presenti nelle collezioni di vari Musei come appartenenti ad abelisauridi. Poiché alcuni di questi denti risalgono al Giurassico, essi indicano chiaramente che le caratteristiche dentali tipiche di questo gruppo si sono sviluppate molto precocemente nella storia evolutiva dei teropodi.
I risultati mostrano anche come, nel tempo, i denti più anteriori delle mascelle diminuirono di dimensioni, mentre le corone più alte si spostarono verso la parte centrale della bocca, dove il morso era più potente.

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La corona del dente di un abelisauride del Giurassico; questo fossile è catalogato come MSNM V5799 nelle collezioni del Museo di Storia Naturale di Milano.

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Particolare del margine seghettato, proprio come quello dei coltelli per tagliare la carne.

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Questa ricerca offre così un contributo fondamentale alla comprensione della diversificazione e diffusione dei dinosauri predatori del Gondwana, evidenziando i cambiamenti della dentatura nell'evoluzione degli abelisauridi.

- Simone Maganuco

Titolo della pubblicazione:

Christophe Hendrickx, Matías Soto Núñez, Ricardo Araújo, Jorge G. Meso, Simone Maganuco and Adé Ben-Salahuddin, 2025. ISOLATED ABELISAURID TEETH FROM GONDWANA AND DENTAL EVOLUTION IN ABELISAURIDAE Ameghiniana

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