
Un nuovo studio dedicato ad Archaeopteryx sta facendo luce sullo stile di vita del più celebre tra i primi uccelli della storia evolutiva. I ricercatori hanno analizzato nuovi fossili e dati ottenuti tramite tomografia computerizzata, ricostruendo non solo le capacità di volo dell'animale, ma anche il suo possibile comportamento alimentare.
Ricostruzione di Archaeopteryx nel suo habitat mentre usa diverse forme di locomozione:
A, volo battuto verso posatoi elevati; B, appollaiato; C, volo planato da posizioni elevate e in piedi sulla terraferma. D, arrampicata.
(© Field Museum, artwork by NICE PaleoVisLab studio, Institute of Vertebrate Paleontology and Paleoanthropology)
Vissuto circa 150 milioni di anni fa in lagune tropicali che oggi corrispondono alla Germania meridionale, Archaeopteryx rappresenta una delle forme più importanti per comprendere il passaggio evolutivo tra dinosauri predatori piumati non-aviani e i loro discendenti uccelli, poiché è notoriamente considerato per convenzione come il primo, vero rappresentante del gruppo degli uccelli. Lo studio conferma che possedeva ali ben sviluppate con penne asimmetriche, adatte almeno a un volo primitivo, e gambe che combinavano capacità terrestri e attitudini da arrampicatore.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda però la dieta. Gli studiosi sottolineano che, pur non esistendo prove dirette del contenuto dello stomaco, diverse caratteristiche anatomiche del cranio e del muso suggeriscono un animale specializzato nella ricerca di piccoli alimenti molto energetici. La conformazione del rostro indica infatti una sensibilità elevata e una notevole destrezza nella manipolazione del cibo, qualità tipiche di animali che catturano insetti, piccoli vertebrati o altre prede minute, ma anche di chi tratta alimenti molto energetici come i semi.
Il cranio dell'esemplare di Archaeopteryx FMNH PA 830 del Field Museum di Chicago suggerisce una dieta onnivora basata su cibo di piccole dimensioni e altamente energetico.
Secondo gli autori, Archaeopteryx probabilmente si nutriva a terra, muovendosi rapidamente tra isolotti e foreste costiere. Le mani ancora dotate di artigli ricurvi avrebbero inoltre consentito all'animale di arrampicarsi sugli alberi o aggrapparsi ai tronchi, ampliando le possibilità di ricerca del cibo. La ricerca restituisce così l'immagine di un animale estremamente versatile: non ancora un uccello moderno, ma nemmeno un semplice dinosauro terrestre. Archaeopteryx appare piuttosto come un piccolo predatore piumato opportunista, capace di combinare corsa, arrampicata e brevi spostamenti in volo per sfruttare diverse fonti alimentari. Proprio questa flessibilità ecologica potrebbe aver rappresentato uno dei fattori chiave nel successo evolutivo dei primi uccelli.
Ricostruzione preliminare della rete trofica che mostra una dieta onnivora per Archaeopteryx.
Reconstructions © Field Museum, artwork by NICE PaleoVisLab studio, Institute of Vertebrate Paleontology and Paleoanthropology;
i disegni delle uova, dei semi e dei parassati sono di Samantha Clark.
La possibile capacità di nutrirsi anche di semi potrebbe aver avuto un'importanza evolutiva cruciale. Dopo la caduta dell'asteroide avvenuta 66 milioni di anni fa, infatti, il collasso delle catene alimentari terrestri e marine portò all'estinzione di circa il 75% delle specie viventi, inclusi tutti i dinosauri non aviani. In quel mondo devastato, ricoperto da polveri e incendi, i semi rappresentavano una delle poche risorse alimentari ancora disponibili per lunghi periodi. Secondo diversi studiosi, proprio la capacità di sfruttare queste riserve energetiche potrebbe aver favorito la sopravvivenza di alcuni gruppi di uccelli ancestrali, permettendo loro di superare la crisi e dare origine agli uccelli moderni.
Bibliografia:
Jingmai K. O'Connor & Alexander D. Clark (2026). The ecology of Archaeopteryx.
Discover Ecology 2:12. https://doi.org/10.1007/s44396-026-00026-z
- Simone Maganuco