
Ciao a tutti, sono Simone!
Bentrovati nello spazio "CHIEDI AL PALEONTOLOGO" dove potete trovare le domande più curiose o più frequenti che sono emerse durante gli incontri in mostra, e ovviamente le rispettive risposte da parte del vostro paleontologo di fiducia.
I dinosauri erano lontani cugini degli attuali coccodrilli e, al tempo stesso, progenitori degli uccelli.
Possiamo quindi immaginare che avessero un cuore a quattro camere, simile a quello di questi due gruppi. I giganteschi sauropodi, con i loro lunghi colli, dovevano affrontare una vera sfida per spingere il sangue fino al cervello, soprattutto quando sollevavano la testa. È possibile che avessero sviluppato soluzioni fisiologiche paragonabili a quelle delle giraffe, come pressioni arteriose elevate o sistemi di valvole, per mantenere una corretta irrorazione sanguigna.
Per anni si è pensato che i dinosauri fossero a sangue freddo, come i rettili attuali, cioè incapaci di regolare dall'interno la propria temperatura corporea, rimandendo così vincolati all'ambiente esterno e all'esposizione al sole e all‘ombra.
Oggi sappiamo però che molti di loro, specialmente quelli predatori e i loro parenti più vicini agli uccelli, avevano un metabolismo elevato, simile a quello degli uccelli. Gli enormi erbivori potevano essere omeotermi inerziali, cioè capaci di mantenere stabile la temperatura corporea grazie alla loro massa (la durata della notte non era sufficiente a fargli disperdere così tanto calore da essere intorpiditi al mattino, come invece accade, per esempio, a una lucertola).
Molti dinosauri avevano anche creste, vele e collari che, se riccamente irrorati dai vasi sanguigni, potevano essere utili per regolare la temperatura, assorbendo il calore se esposti al sole e disperdendolo se sottoposti a una fresca brezza. Inoltre, guardando al miscroscopio le sezioni delle ossa (esami istologici) si capisce che i dinosauri avevano tassi di crescita rapidi, incompatibili con un metabolismo lento. Anche il loro sistema respiratorio era molto efficiente, simile a quello degli uccelli, e indicativo di uno stile di vita energeticamente sostenuto.
Probabilmente non tutti i dinosauri erano uguali: la natura di oggi ci mostra, per esempio, che i bradipi, pur essendo mammiferi, non sono certo attivi come un ghepardo!
Proprio come negli ecosistemi attuali, anche tra i dinosauri c'erano erbivori e carnivori. I primi si nutrivano di piante, mentre i secondi cacciavano o si cibavano degli altri dinosauri.
Questi rapporti alimentari formavano una vera e propria piramide ecologica, con pochi grandi predatori al vertice e un numero molto maggiore di erbivori alla base. I carnivori più imponenti, come il celebre Tyrannosaurus rex, erano al top della catena alimentare, mantenendo l'equilibrio degli ecosistemi preistorici. Naturalmente, i dinosauri non mangiavano solo altri dinosauri: anche gli altri animali presenti negli ecosistemi, dai mammiferi agli altri rettili, dai pesci agli anfibi, potevano essere loro prede o predarli.
Il più massiccio tra i dinosauri predatori conosciuti era Tyrannosaurus rex, che poteva superare le 10 tonnellate di peso. Aveva gambe lunghe e muscolose, ideali per sostenere la sua mole, e una testa enorme e potente.
Spinosaurus aegyptiacus invece poteva essere lungo qualche metro in più e raggiungere una stazza simile, ma era più slanciato, con un corpo meno robusto e gambe molto corte. Tuttavia, grazie alla grande vela sul dorso, raggiungeva un'altezza notevole. I carcarodontosauri, come Giganotosaurus e Carcharodontosaurus, arrivavano a lunghezze paragonabili a quelle del Tirannosauro, ma avevano una struttura più leggera: erano di fatto due grossi allosauri.
Possiamo dunque concludere che a più di cento anni dalla sua scoperta il Tirannosauro sia ancora da considerare il re dei dinosauri carnivori.
I dinosauri più grandi in assoluto erano i sauropodi, erbivori con collo e coda lunghissimi e dal corpo imponente sostenuto da zampe colonnari. Essi però non erano tutti uguali e i vari gruppi detengono record diversi.
I titanosauri erano i più massicci e pesanti, grazie alle ossa robuste e al bacino e al torace molto ampi. Patagotitan mayorum, uno dei più grandi mai scoperti, poteva superare i 30 metri di lunghezza e le 80 tonnellate di peso.
I diplodocidi, come Diplodocus o Supersaurus, erano invece più lunghi: grazie alle loro code smisurate potevano superare i 35 metri!
I brachiosauri, con il dorso inclinato per via delle braccia più lunghe delle gambe (un po‘ come le giraffe), probabilmente erano quelli che svettavano più in alto, raggiungendo la vegetazione più elevata fino a 15 metri di altezza.
Queste erano le domande più curiose emerse dall'evento Chiedi al Paleontolo di Luglio!
Vuoi partecipare all'evento? Consulta i calendari per scoprire quando sarò di nuovo in mostra!
- Simone Maganuco