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Arthropleura armata: il millepiedi gigante del Carbonifero

arthropleura armata il millepiedi gigante del carbonifero

Ciao esploratori! Oggi riprendiamo l'elmetto, allacciamo bene gli scarponi...

e facciamo un salto indietro di oltre 300 milioni di anni,

nel cuore delle foreste del Carbonifero!

Immagina di camminare in un sottobosco fitto e umido, pieno di piante altissime. A un certo punto senti un fruscio tra le foglie... ed eccolo lì: Arthropleura armata. Era una specie di millepiedi gigantesco, lungo più di 2 metri e pesante oltre 20 chilogrammi. Il suo corpo era formato da una trentina di segmenti e quasi tutti portavano due zampe per lato. Se fai il conto... sono quasi 120 zampe che si muovono insieme!

Arthropleura apparteneva al grande gruppo degli artropodi, come insetti, ragni e crostacei. Oggi, i suoi parenti più simili sono i millepiedi, che come lui erano erbivori. Tra gli artropodi preistorici, invece, i più affini erano i trilobiti, anche se quelli vivevano in mare. Arthropleura, al contrario, era un animale prevalentemente terrestre: lo sappiamo grazie alle impronte fossili lasciate sul suolo e ai resti di licopodi, piante tipiche delle foreste carbonifere, trovati nel suo ventre.

arthropleura armata il millepiedi gigante del carbonifero

C'è però un grande mistero che riguarda Arthropleura... la sua testa! Nei fossili non è mai stata trovata ben conservata.

Sappiamo che aveva una sorta di "casco" dorsale, ma – sorpresa – non si vedono né occhi né antenne, anche se spesso vengono disegnati nelle ricostruzioni. In artropleuridi più antichi, del Devoniano di Montceau-Les-Mines, in Francia, la conservazione è migliore: ai lati della testa compaiono delle strutture a forma di trombetta, probabilmente sensoriali, forse legate alla vista. 

arthropleura armata il millepiedi gigante del carbonifero

Ora guarda bene la scena intorno a lui. Siamo in una foresta primordiale, circa 300 milioni di anni fa. Arthropleura si muove lentamente nel sottobosco, mentre un piccolo rettile, Hylonomus lyelli, lo osserva con attenzione.

Hylonomus è importantissimo: è il più antico rettile conosciuto. A differenza degli anfibi del suo tempo, poteva deporre uova amniotiche, capaci di proteggere l'embrione e permetterne lo sviluppo anche lontano dall'acqua. Questa innovazione fu la chiave del successo dei rettili e della loro diffusione in tantissimi ambienti.

E sopra le nostre teste? Nell'aria vola Meganeura monyi, un insetto predatore simile a una libellula, ma con un'apertura alare di ben 65 centimetri.
È il più grande insetto volante mai esistito! Secondo molti studiosi, le sue dimensioni straordinarie furono rese possibili da condizioni davvero speciali: una maggiore concentrazione di ossigeno nell'atmosfera, insetti erbivori più grandi di cui nutrirsi e l'assenza di predatori volanti come uccelli o pterosauri.

Vieni a conoscere Arthropleura dal vivo!

Vieni a conoscere Arthropleura dal vivo!

Nel nostro parco di San Lazzaro di Savena e presso la mostra di Gubbio puoi incontrare Arthropleura ricostruito a grandezza naturale, insieme a tanti altri animali preistorici.

 

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Vi è piaciuta questa storia? Continuate a seguirmi per scoprire altre meraviglie del passato!

Alla prossima avventura nel tempo!

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